IL RE LEONE E QUELLA MALEDETTA NOSTALGIA

di Marta Perego

Esce il 21 Agosto la versione live- action del classico della Disney, con gli animali realizzati in CGI. Nella versione italiana, le voci di Simba e Nala sono Marco Mengoni ed Elisa. Massimo Popolizio è Scar, Luca Ward Mufasa ed Edoardo Leo e Stefano Fresi in Timon e Pumbaa.

È impossibile rimanere indifferenti, con gli occhi asciutti e la voglia di criticare. La versione live- action de Il Re Leone firmata da Jon Favreu non brilla per originalità, ok, ma è un magnifico compito che offre criniere, zampe e denti ad un classico insuperabile.

Bastano i primi due minuti della colonna sonora che Hans Zimmer aveva composto nel 1994 per ritornare alle elementari, seduti al cinema coi pop corn.

Oggi lo sappiamo già, che Mufasa non ce la fa a salvarsi mentre salva Simba. Lo sappiamo che Scar è cattivo e che si allea con le iene, ma non ci importa, tifiamo per il coraggioso papà leone lo stesso, in quel meraviglioso cerchio della vita che con le alucce degli insetti e gli escrementi di giraffa, sembra un documentario della National Geographic.

E va bene che dobbiamo criticare tutto. Dire che il film è la copia carbone. Lo è. Ma il cinema è anche e soprattutto emozione, che qui rimane intatta. E ci ricorda che un po’ di Akunamata come esercizio quotidiano può aiutarci a diventare dei re leoni migliori.

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